Racconto erotico: la mia scopamica e il sesso anale

Sono un ragazzo, con qualche avventura amorosa alle spalle, frequento una donna che a tutti gli effetti è diventata la mia “amichetta”. Non vogliamo impegnarci sentimentalmente ma cerchiamo una storia che possa soddisfarci sessualmente ed è per questo che la nostra unione è perfetta. Già dal nostro primo incontro, il sesso è stato il collante che ci unisce, ricordo ancora lo splendido pompino che mi fece la prima sera in un parcheggio. Con lei faccio di tutto e la cosa che mi piace e che a Katia piace tutto.

Una sera mentre la scopavo in bocca, sentì il suo dito che cercava di incularmi. Non avevo mai provato questo gioco erotico, e dietro ero vergine ma la cosa mi piacque. Venni immediatamente nella sua bocca e come al solito lei non se ne perse neppure una goccia. Il tarlo del sesso anale era però entrato nella mia testa e la volta successiva feci di tutto per possederla a pecora. Lei dovette capire a cosa puntavo e mentre la stantuffavo nella figa (bagnatissima) mi disse: “ti prego inculami”. Non avevo mai scopato in culo e la cosa mi intrigò, tirai fuori il mio cazzo dalla figa e con qualche difficoltà la penetrai nel buchino, la mia eccitazione era già tanta per la richiesta, ma arrivo al massimo quando mi feci strada all’interno del suo magnifico culo.

Non durai tantissimo e quasi subito venni, sentii un poderoso schizzo e notai qualche goccia di sperma fuoriuscire dall’ano, era magnifico. Notai però la sua insoddisfazione, per la mia scarsa prestazione, non ero stato all’altezza, ma avevo dalla mia la scusante dell’eccitazione. Katia si accoccolo sul mio petto, e tra se e se inizio a parlare, sembrava quasi che stesse confessandosi, ma quello che diceva avrebbe fatto svenire qualsiasi prete. Mi raccontò di come avesse la passione per il culo, questa passione risaliva alle sue prime scopate, mi raccontò di come fosse stata “sverginata” da un uomo sposato, uomo che dopo le prime volte la prendeva solamente da dietro. Il motivo era che si preoccupava che rimanesse incinta, ma voleva farlo senza protezioni, e cosi i loro rapporti si limitavano solo al culo.

Mi raccontò di come fosse stata penetrata in tutte le posizioni, ma lei preferiva la pecorina perché la faceva sentire “puttana dentro” e inoltre sentiva al massimo il cazzo che la spaccava in due. Mi raccontò dell’eccitazione che provava nel farsi scopare violentemente “alla pecorina” e di come lei impazziva quando le mani del partner le “torturavano” il seno, o la sculacciavano.

Mi disse che si sentiva morire quando l’avevano scopata sempre nel culo, ma in piedi, la posizione amplificava quel piccolo dolore che si provava, ma il fatto di farlo in piedi, psicologicamente, la faceva sentire una cagna in calore, e in quella posizione riusciva persino ad avere degli orgasmi violenti, e quando questo avveniva lei stessa ricompensava il partner facendolo venire in bocca (cosa che per esperienza sapevo che faceva benissimo). Mi disse tutto questo e alla fine mi fece eccitare nuovamente.

Lei se ne accorse e dopo essersi messa alla pecorina guardandomi, mi disse con voce roca: “e adesso fammi godere…nel culo”. Non aspettavo altro!!

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